Il progetto “Amiata Silvestart” vince il bando di Anci “Radici e Futuro” su imprenditorialità giovanile e silver economy nei territori fragili, ottenendo un contributo a fondo perduto di 200mila euro.
Promosso dai Comuni di Santa Fiora (capofila), Castel del Piano e Castell’Azzara, il progetto prevede la creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali per giovani under 35, attraverso lo sviluppo di servizi innovativi rivolti agli anziani.
L’investimento complessivo sarà di 250mila euro, di cui 200mila coperti dal contributo a fondo perduto di Anci e la restante parte coperta dai 3 Comuni.
Le amministrazioni locali vincitrici del bando, hanno partecipato a Roma al convegno promosso lo scorso 15 aprile alla Camera dei Deputati, dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, sulla condizione delle aree interne e dei piccoli Comuni. Erano presenti per Santa Fiora il vicesindaco Francesco Biondi e il consigliere comunale Tommaso Pastorelli, per Castel del Piano il consigliere comunale Luca Saladini e per Castell’Azzara l’assessore Mauro Papalini.
“Il progetto Amiata Silvestart -spiega Federico Balocchi sindaco di Santa Fiora - si pone l’obiettivo di trasformare i bisogni crescenti della popolazione anziana dell'Amiata in concrete opportunità imprenditoriali per giovani under 35, contrastando lo spopolamento attraverso nuova residenzialità, occupazione, radicamento territoriale delle imprese.
Questo bando si inserisce perfettamente nel percorso avviato da Santa Fiora: abbiamo investito sul modello dello smart village, sulla digitalizzazione, sui servizi e sulla qualità della vita, convinti che i piccoli comuni possano diventare luoghi dove vivere e lavorare bene. Vogliamo fare un passo ulteriore mettendo insieme occupazione dei giovani, innovazione sociale, impresa e risposta ai bisogni della popolazione anziana. Questo progetto dimostra che le aree interne possono essere laboratori di futuro, dove nascono nuove economie legate alla comunità, alla tecnologia e alla cura delle persone.”
“Lo scorso luglio - commenta Cinzia Pieraccini, sindaca di Castel del Piano - abbiamo organizzato nel nostro comune un importante evento relativo al tema degli hub innovativi, in cui sono stati affrontati attentamente sia da un punto di vista politico che imprenditoriale i temi del lavoro e dello sviluppo; in questi mesi abbiamo tenuto forte il filo di quel ragionamento con coloro che ne hanno colto l’importanza. Questo bando sarà un modo per mettere a terra con loro quell’idea e piantare il primo seme. Crediamo che i giovani debbano avere la possibilità di costruire qui il proprio percorso professionale e imprenditoriale, senza essere costretti a lasciare il territorio. Allo stesso tempo vogliamo dare risposte nuove ai bisogni quotidiani degli anziani, soprattutto nelle realtà più periferiche e nelle frazioni, dove spesso la solitudine e la difficoltà di accesso ai servizi pesano sulla qualità della vita. Il valore e il potenziale di questo progetto sono pertanto enormi, non si tratta di un semplice bando, ma di una visione di futuro che si fonda sulla riscoperta delle relazioni intergenerazionali, sulla nascita di servizi innovativi e di nuove forme di comunità. Il Comune di Castel del Piano crede in questo percorso e lo porterà avanti con convinzione. C'è poi un elemento fondamentale: questo progetto nasce da una collaborazione tra più Comuni dell’Amiata. Le politiche per le aree interne hanno senso solo se vengono pensate in una dimensione territoriale ampia, superando i confini amministrativi e costruendo alleanze tra comunità che condividono le stesse sfide. Nessun Comune, da solo, può affrontare temi complessi come lo spopolamento, l’invecchiamento o la mancanza di opportunità per i giovani. Per questo la sinergia tra amministrazioni rappresenta un valore aggiunto decisivo e un modello di lavoro che dobbiamo rafforzare sempre di più.”
“Per un piccolo comune montano come Castell'Azzara questo progetto rappresenta una grande opportunità – conclude infine Tullio Tenci, sindaco di Castell’Azzara –. Le aree interne hanno bisogno di servizi, innovazione e soprattutto di occasioni che permettano ai giovani di restare e investire nel proprio territorio. Attraverso gli Hub e il sostegno all’imprenditorialità vogliamo costruire una rete territoriale capace di rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita delle persone, in particolare degli anziani che vivono nelle zone più periferiche. Fare rete tra Comuni è la strada giusta per affrontare insieme le sfide del futuro.”
Il progetto prevede l'attivazione di tre hub territoriali - uno per comune - che saranno gestiti da un soggetto attuatore, da individuare tramite un percorso di coprogettazione, rivolto a imprese sociali, cooperativa, associazioni del terzo settore o gruppi informali. Il soggetto attuatore dovrà essere formato al 51% da under 35 che hanno residenza o domicilio nei comuni dell'Unione o della Val d'Orcia o che siano comunque disponibili a risiedere stabilmente sul territorio. E dovrà creare occupazione diretta per almeno 2 giovani.
Gli hub forniranno diversi servizi: prima di tutto saranno la sede di un programma di accelerazione per 5 start-up under 35, selezionate tramite call e focalizzate su servizi agli anziani autosufficienti nel campo della cura e della prevenzione. Questo è il cuore del progetto. Le start up saranno incubate negli hub per 6 mesi entrando in un percorso intensivo di crescita: riceveranno contributi economici di avviamento (10mila euro ciascuna), formazione e mentoring multilivello, avranno a disposizione spazi di coworking, connettività ad alta velocità, segreteria condivisa, consulenza specialistica. Il soggetto gestore sarà la sesta startup.
Gli hub dovranno inoltre restare aperti al pubblico regolarmente, almeno una volta a settimana in ogni comune, svolgendo la funzione di sportello di orientamento scolastico e professionale per i giovani del territorio. Lo sportello supporterà i giovani nelle scelte formative e lavorative attraverso colloqui individuali e percorsi di bilancio delle competenze per mappare capacità, interessi e aspirazioni professionali.
Gli hub saranno inoltre dei punti di accesso digitale facile e alfabetizzazione digitale per anziani fornendo diversi servizi, dall'home banking, allo spid, alla telemedicina.
Infine saranno luoghi di incontro tra generazioni: il soggetto attuatore dovrà organizzare negli hub almeno 18 eventi pubblici intergenerazionali, sei laboratori intergenerazionali di analisi partecipata e test dei servizi offerti agli anziani nell'ambito del programma di accelerazione.
Sono previsti benefici nel medio e lungo periodo attraverso il vincolo territoriale per le startup di mantenere per almeno 3 anni della sede legale o operativa e il mantenimento dell'apertura degli hub per almeno 12 mesi successivi alla conclusione del progetto con tariffe progressive per incubare altre startup anche in altri settori.
Nella foto i rappresentanti dei 3 Comuni alla Camera a Roma durante l'evento presentato da ANCI.